Nintendo e pubblicità: quando la comunicazione vince


Il secondo caso di marketing riguarda la Nintendo.

Wii per la casa.
DS per il resto del mondo.

Quando un mercato di nicchia allarga i suoi orizzonti succede che vende 24 milioni di console casalinghe e 70 milioni di console nomadi.

La comunicazione della Nintendo fra stringere la mano a un messaggio che funziona a quello esteticamente accattivante.
Ineccepibile.

Nessun umanoide provinante. Niente fenomeni da circo.

Persone mentre giocano. Semplice. Immediato. Efficace.

Location minimali che cavalcano l’onda del design Apple.
Un uso intelligente e non macchiettistico dei testimonial, quanto basta per osare un posizionamento più maturo del solito.

Comunicare il prodotto.

Nintendo Wii: divertente, giochi muovendo tutto il corpo, conviviale.
Nintendo DS: portatile, giochi col touch screen, ci parli dentro. E ha due schermi.

Poi ti reinventi e fai uscire la Balance Board. E dagli di nuove possibilità di gioco.
Mantieni il tono. Fai vedere gente che la usa.

You Win.

Fonte dati: Forumeye.

PS: Il post non è stato in alcun modo sollecitato da Nintendo, ne ad essa io sono in alcun modo collegato. Ad ogni modo accetto qualsiasi forma di riconoscimento da parte della società, ad esempio una Wii di cui sono privo.

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19 Risposte a “Nintendo e pubblicità: quando la comunicazione vince”

  1. prezzemola Dice:

    io ce l’ho io ce l’ho :-D!

  2. prezzemola Dice:

    qua il prodotto si sostiene già bene, ti catturano da sè. poi, la loro magari imprevista espansione, ha portato a ritocchi di prezzo non da poco, no?

  3. Thomas Galli Dice:

    prezzemola: concordissimo che il prodotto sia di per se forte.
    Però attenzione a non incamminarsi nel sentiero del prodotto che si vende da se.
    Il prodotto che si vende da se non esiste.
    Qualsiasi benefit è noto per merito di comunicazione, che venga dalla tv piuttosto che dal passaparola poco importa.

    Se non sai, non compri.

    Per quanto riguarda il prezzo, non ho idea di quanto costasse all’inizio.
    Ne se in proporzione al tempo che è passato dall’uscita sia sceso o rimasto costante.
    Ad ogni modo penso che 249 con un gioco incluso sia abbastanza politically correct.
    La sfida con le due paia di 300 euro inizialmente richieste per il blu-ray inventato da Sony con PlayStation 3 è vinta in partenza.
    Ma questa è un’altra storia.

  4. prezzemola Dice:

    io ho detto si sostiene, non vende. giusta affermazione, però concorderai che, fare pubblicità/vendere un prodotto di qualità e attraente di suo, può risultare più facile che scervellarsi per qualcosa di scadente. detto ciò, se la base è buona, il cliente che acquista è soddisfatto e portato a provare prodotti analoghi della stessa casa, perchè ha trovato qualità applicata.
    a dire il vero, non so darti cifre certe, però immagino che viste le vendite, da guadagnare X un pensierino ad alzare il tiro se lo siano fatti. ma questa è deformazione mia :-D

    p.s. penso che il prezzo della Play 3 sia fuori dal mondo, quello era 2 era solo “caro arrabbito” :-D

  5. Thomas Galli Dice:

    prezzemola: nei derivati tecnologici, la qualità effettiva paga. Se un device è scadente non c’è cristo che tenga.

    Se ci spostiamo sui prodotti moda, la musica cambia.
    Tessuti mandarini da due soldi.
    Ci attaccano una patacca (che si chiama cosi non a caso) che identifichi uno stilista (molto poco patacca) e via, tutti mosche sulla merda.

    Alla griffe (non all’abito) vengono associati tutta una serie di aggettivi e valori del tutto immaginari, percepiti come reali dai consumatori, discepoli alla ricerca del Sacro Graal a Portocervo.

    Sarebbe curioso controllare i conti delle case di moda, per vedere da dove vengono i capi “Made in Italy”. Dicitura che non vuol dire “Provengono dall’Italia”.

    Ma anche questa è un’altra storia.

  6. prezzemola Dice:

    Il mercato di ogni prodotto merceologico ha una sua declinazione.
    Un abito stragriffato da due soldi può essere spacciato per chissachè, ma una consolle da latta, tempo due giorni e fa una finaccia :-D

    “Made in Italy” = ideato in Italia
    Ma questa è un’altra storia.

    Tra l’altro, com’è che oggi non volano piatti ed insulti o.ò??

  7. Thomas Galli Dice:

    prezzemola: vaffanculo, stronza.
    Va meglio? :D

  8. the sky Dice:

    Due leggere imprecisioni Tommy.. ;)

    1).Il prodotto che si vende da se non esiste.

    Sbagli. O almeno sbagli in parte. PS3 non vende nel resto del mondo, in Giappone è defunta, negli Usa è in leggera ripresa ma in Italia vende. Vende per l’ignoranza generale e vende perchè rappresenta un marchio che si è imposto, ovvero Playstation. In Italia, Playstation = videogioco. Credo che siamo l’unico paese dove il Wii non è la prima home console come vendite e questo, appunto è dettato dal marchio Psx. Perchè l’Xbox, volente o nolente, ha gli stessi identici giochi più un parco esclusive nettamente migliore. Ed è svenduta, soprattutto in Italia. Costa meno del Wii e tra qualche mese probabilmente costerà anche meno del DS..
    PS3 vende un casino in italia e solo ora inizia ad avere dei giochi decenti. Per un anno ha venduto solo con giochini e con PES, che tralaltro ha nella versione PS3 l’edizione peggiore! :D

    2). nei derivati tecnologici, la qualità effettiva paga. Se un device è scadente non c’è cristo che tenga.

    Anche qui, sei impreciso e anche qui riprendo Sony. I lettori cd della prima Psx erano di qualità nettamente inferiore a quelli che installavano per esempio nelle autoradio o negli stereo, eppure ha venduto tantissimo. Non sono poche le persone che si sono ricomprate la Psx perchè la fibra ottica era andata a p*****e. Ma a loro che gli fregava.. bastava vendere.
    Idem per gli lcd Sony, parecchio inferiori come qualità/prezzo a Sharp o Samsung, ma questo il consumatore medio lo sa solo se si informa. ;)

  9. Thomas Galli Dice:

    the sky: quello che dici è giusto, però poi entrano in gioco i gusti della gente.
    C’è lo zoccolo duro dei gamers che compra i giochi “must”, quelli che per forza devono fare la storia, e pensano di essere esperti in materia.

    Non a caso chiamano il resto dei giocatori “casual gamers”.

    Anche qui mi rifaccio alla definizione di Massimo Russo, il coraggio di essere pop. Quella frase è versatile e illuminante.

    Faccio parte dei giocatori casuali. Non guardo al background, alla storia che c’è dietro, alla cultura millenaria delle software house.

    I confini sono labili. Non mi piacciono gli RPG, amen.
    Viva i giochi stylish. Se poi c’è un Robin Hood de noantri, due fratelli idraulici o un riccio blu non me ne frega una beneamata.

    Se merita PlayStation, scelgo PlayStation.
    Se merita Wii, scelgo Wii.

    Non credo che chi compra PlayStation 3 lo faccia per ignoranza.
    Si vede che è quello che cerca.
    Cosi come chi compra Wii lo fa con cognizione di causa.

    Ti faccio un esempio.
    Cultura. I grandi classici passati sono evergreen e non moriranno mai.
    Vuoi che non lo so?
    Però se esce il nuovo di Faletti me lo compro. E vaffanculo.

    Riguardo ai giochi di calcio, che ti devo dire? Non è che i consumatori comprano PES a caso, lo fanno perchè negli anni si è saputo imporre come miglior titolo calcistico, contrariamente all’arcade Fifa che ha visto, a mio parere, nella versione 98 l’apoteosi, dopodichè l’oblio.
    E poi vedo un sacco di miei amici che si riuniscono in mezzo alla settimana per giocarci. Attira i gruppi. Come fosse un’aperitivo da prendere insieme.

    Sul secondo punto, mi stai dando ragione. Il consumatore conosce la qualità solo se si informa. Quindi solo se gli viene comunicata.

  10. prezzemola Dice:

    no! >_<

  11. the sky Dice:

    Beh PES 2008 è un gioco veramente malfatto, che per stessa ammissione dei suoi sviluppatori “è uscito incompleto”. Praticamente è una demo venduta a prezzo pieno. Però è PES, quindi vende a prescindere. Poi c’è chi lo restituisce vedendo che comunque Fifa 2008 è totalmente meglio (ed è una novità che lo sia) o chi incallito non vede i difetti del gioco e continua a giocarci.
    Ti assicuro che molta, moltissima gente ha preso Ps3 solo perchè è il successore della 2, tutto qua.
    L’ha comprata perchè nel 2009 esce GT (ma ce l’ha da più di un anno) e intanto a cosa gioca?? A niente, agli stessi giochi presenti su 360 che costa 200 euro di meno. E in Italia sono tutt’ora poco diffusi i Full HD, ovvero il modo migliore per godersi i film in BR. Tanto è vero che Sony stessa vende la console in confezioni bundle con 2-3 film di punta..
    Personalmente penso che siano proprio la maggior parte dei casual che scelgono Ps3. La comprano perchè è il marchio.
    Nel momento in cui compri un DS o un Wii per Nintendogs o Mario Galaxy sai cosa compri, sai a cosa vai incontro e cosa uscirà prossimamente. Quindi esuli dall’essere un casual gamer.
    Che poi il DS non è cosi fenomenale a volerla dire tutta.
    Sempre quotando da Forumeye un post di Pescatore:

    best seller negli anni:

    1977 Atari 2600 30 milioni
    1983 Nintendo Entertainment System 62 milioni
    1989 Game Boy 119 milioni
    1990 Super Nintendo Entertainment System 49 milioni
    1994 Playstation 102 milioni
    2000 Playstation 2 127 milioni
    2001 Game Boy Advance 81 milioni
    2004 DS 70 milioni
    2006 Wii 25 milioni

    Il DS segue la tendenza di tutte le console portatili N.. è il Wii che è l’outsider vero ;)

  12. the sky Dice:

    è come il gatto che cade sempre in piedi e la tartina che cade sempre dalla parte imburrata. Se attacchi la tartina sulla schiena del gatto e lo lanci, non atterrerà mai ma creerà un vortice.

  13. Thomas Galli Dice:

    the sky: sei un fottutissimo opinion leader ;)

  14. prezzemola Dice:

    ah beh torna la combo gatto+ tartina.. ma sta marmellata non scade :-P??

  15. Thomas Galli Dice:

    prezzemola: a quanto pare la soluzione secondo cui il gatto si “pappi” la tartina non convince.

  16. prezzemola Dice:

    prova a ribaltarla: è la tartina che si pappa il gatto! chissà che non spariscano entrambi :-D!

  17. Thomas Galli Dice:

    prezzemola: secondo gli accademici, un gatto sparisce solo se messo davanti ad uno specchio.

  18. prezzemola Dice:

    se decostruisci la logica accademica tutto può succedere :-D !

  19. Roberta Bartoletti Dice:

    alla faccia del ping pong

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