Second Life secondo me: una visione personale del mondo digitale

E’ un post a cui rimuginavo da tempo, lo spunto decisivo è arrivato con un questionario di ricerca sull’esperienza del territorio in Second Life.

Dopo un mese abbondante di SL posso trarre alcune brevi conclusioni di quello che la vita nel mondo online rappresenta per me.

Land: una questione essenziale è la possibilità di definire le proprie ricerche di luoghi da visitare.
E’ una funzione che uso generosamente, e mi sono reso conto che le land in cui mi teleporto sono sempre collegate in qualche modo al mio immaginario, i luoghi con cui medialmente sono cresciuto e che spero un giorno di visitare nella first life.

Ad esempio i campus universitari americani, che abbiamo imparato a conoscere a discapito delle facoltà nostrane.
Si pensi alla delusione nel vedere le nostre università, dopo anni di Berkeley e Princeton alla tv.

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Princeton

Oppure a come abbiamo bene incise nella mente le immagini dei rinomati college, ma non sappiamo che a pochi metri da casa nostra c’è una facoltà, o come sia fatta la più famosa università italiana.

O ancora, i luoghi dedicati all’11/09 di cui ho già accennato qui.
A questo è legato un episodio curioso ed emblematico: quel giorno del 2001, ero in sala giochi e sentii dire di un attacco alle torri gemelle, e collegai subito quel nome a Mirabilandia, noto parco divertimenti, pensando ad un incidente su tale attrazione.
Questione di immaginario, o di semplice ignoranza geografica.
Una volta a casa accesi la tv e da quel momento “torri gemelle” significa una cosa sola.

Ma il vero e proprio primo “teleport” della mia vita digitale è dedicato a quella che poi è una passione che mi porto dietro da 15 anni ormai, da quando nel 94 vidi per la prima volta il film che poi è ancora quello che non mi stanco mai di guardare.
La pellicola in questione è Free Willy.
Da quel giorno al cinema fino ad oggi, in cima alla lista delle “Cose-da-fare” c’è visitare un parco acquatico che ospiti orche.
Ancora meglio whale watching, ma tempo e denaro ancora non lo permettono, e poi nei parchi si vedono meglio (anche se posti come il Seaquarium di Miami sarebbero più adatti ad accogliere Sea-Monkeys, ma questa è un’altra storia).

Relazionalità: una cosa che non mi attira per niente è l’opportunità di conoscere gente durante le visite.
Per quello rimango fedele alla first life.
Qualcuno non condividerà questa visione, ma tant’è.
Certo, un conto è ritrovarsi in unAcademy con gente che si conosce già nella prima vita, mentre è diverso girovagare appositamente per conoscere nuove persone. Non lo trovo stimolante e ne sono felice.

Fly: in Second Life si può volare.
Per chiunque abbia letto almeno un fumetto supereroistico o ne abbia visto almeno un film/telefilm , è una funzione che da sola vale il prezzo del biglietto.
Naturalmente i luoghi vanno visitati a piedi per goderseli a tuttotondo, però ogni tanto una svolazzata qua e la ci scappa ed è sempre una figata.

Opportunità: diverse le forme sperimentali che toccano a più gradi l’interattività. I corsi universitari e le conferenze sono a mio avviso tra i più interessanti. E da studente è normale che sia cosi. Approfondire cose di cui si parla in aule di cemento armato in conference-hall fatte di 0 e 1.

Avatar: finisco col parlare dell’aspetto del proprio avatar. Il 99% dei residenti da molta importanza (secondo me) all’aspetto del proprio alter virtuale. Corpo e vestiti modificati fino alla nausea per meglio presentarsi agli altri, proprio come nella vita vera (dove probabilmente gli addominali scolpiti non sono cosi diffusi).
Confesso che pure io mi sono ritrovato in un’isola in cui si trovano vestiti gratis, giusto per capire di cosa avrei parlato, ma alla fine indosso una maglietta nera liscia e semplice, creata in 1 minuto o giù di li.
Non è un granchè ma va bene in ogni occasione.

Non mi sono dimenticato dell’aspetto economico, mi sarei dilungato troppo, e magari dedicherò un post apposito. Magari no.
Altri lo hanno già trattato, altri ancora lo sanno trattare meglio.
Per quanto mi riguarda, non ho voglia di passare ore a fare camp per racimolare qualche Linden.

Forse ho una visione ancora troppo analogica di tutto ciò, e penso sia giusto così. Per ora.

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