Si fa presto a dire pandoro
Siamo in pieno Limbo festivo: il Natale è passato e siamo incastrati in quel momento sospeso che separa il 25 Dicembre dalla notte di San Silvestro.
La Storia si ripete e mai come in questo periodo dell’anno questa frase fatta ha senso (compiuto).
I preparativi cominciano sempre prima e la televisione è li a ricordarcelo inesorabile. Presto vedremo zucche di Halloween con il cappello da Santa Claus. I nostri figli faranno i gavettoni con le sfere di vetro con dentro la neve. Il frutto del loro seme a sua volta regalerà uova di Pasqua con renne di peluche come sorpresa, che verranno rispolverate dai loro nipoti quando a Carnevale si travestiranno da Grinch. Le cose verrano ristabilite quando il largo anticipo coinciderà con il Natale successivo (o precedente a seconda dei punti di vista).
Ciò non prima di quattro o cinque generazioni.
Le fave dei morti fanno da antipasto al pandoro di papà Patale. Si fa presto a dire pandoro. L’unico dolciume che necessita di corso didattico istituito ad-hoc: aprirlo e zuccherarlo non è una capacità che tutti possono esercitare, non senza rischiare il soffocamento da zucchero a velo. Per capire di cosa parlo, comperate un pandoro e provate a zuccherarlo. Le cose si fanno più semplici la volta successiva al primo tentativo: solitamente il pandoro soffre di sudorazione eccessiva che fa si che lo zucchero a velo si amalgami alla sua superificie. Appiccica le mani ma non ostruisce le vie respiratorie.
Poi arriva la notte della Vigilia, unica occasione in cui la Santa Messa è più “in” del dancefloor. Alcune Chiese stanno pensando di risolvere il problema di sovraffollamento con la selezione all’ingresso: donne ingresso gratuito, uomini c.o. con obbligo di camicia. I chirichetti faranno da pubbliche relazioni e dopo le 2 il vino è da sostituire con l’acqua santa (e il cerchio si chiude).
Il giorno di Natale vero e proprio è ormai una formalità che giustifica l’hype dei giorni precedenti. Le strade sono deserte e la maratona si trasferisce a tavola per 12 ore di abbuffata no stop. Spesso tra una portata e l’altra si ricordano gli episodi più esilaranti dei Natali precedenti (fino a 20 anni prima). Tra i personaggi di spicco il bambino che piange perchè il regalo non è quello che voleva, il parente scansafatiche che arriva a tavola apparecchiata e lo zio comico che ha il compito di fare casino divertendo i presenti con gesta di ogni tipo. E’ sua abitudine rompere almeno un piatto e due bicchieri nell’arco di questa giornata.
A Santo Stefano si finiscono gli avanzi del giorno prima.
Nei giorni successivi i telegiornali mostrano come smaltire i chili di troppo accumulati, in vista dell’ultimo cenone dell’anno. Approfondimenti sulla dieta seguiranno a partire dal primo Gennaio, insieme al bollettino di guerra che elenca le vittime dei giochi pirotecnici. I luoghi più citati a questo proposito sono la provincia partenopea e ultimamente la Cina.
Brevi servizi dedicati ai pochi impavidi che salutano l’anno nuovo con un bagno nel mare/lago.
Il 6 Gennaio le piazze saranno invase da improbabili befane, che divertiranno i bambini intervallate soltanto dalle interviste ai più piccoli su cosa abbiano portato loro queste streghe de noantri (carbone o dolci). Breve carrellata su come i personaggi più chiacchierati dell’anno siano finiti nel presepe.
Dal giorno dopo ricominciano gli omicidi.
Tag: natale, santa claus, befana, vigilia, santo stefano, san silvestro, festività
Dicembre 27, 2007 alle 4:24 pm
…..vabè che è un periodo di festa ma prendile più leggere le sbornie… XD
Dicembre 27, 2007 alle 4:26 pm
Il bello è che non ho bevuto nemmeno una goccia di brulè e a San Silvestro probabilmente salterò il brindisi
Gennaio 1, 2008 alle 4:23 pm
Per mostrare che non parlo a vanvera:
http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_01/capodanno_morti_napoli_23e8410a-b83f-11dc-bd8b-0003ba99c667.shtml
Maggio 13, 2008 alle 11:51 am
“I nostri figli faranno i gavettoni con le sfere di vetro con dentro la neve” noo salvate le palline di vetro! le adoro