La seconda stagione di Heroes è appena terminata negli States.
Personalmente sono rimasto un pò deluso ma evito ulteriori commenti per non cadere nello spoiler. Sicuramente lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood ha influito non poco sulla qualità del prodotto finale, e spero che con il terzo volume (Villains, in cui pare si dedichi più spazio ai personaggi malvagi) si ritorni ai fasti della prima stagione, che rimane un capolavoro.
Le pause dalle lezioni sono un ottimo momento di discussione e con qualche collega di corso sono emersi degli aspetti interessanti. Secondo qualcuno (dalla personalità multipla
) uno dei punti scricchiolanti è la caratterizzazione ad esempio di Hiro Nakamura, che con il potere di fermare e viaggiare nel continuum spazio-tempo è reso potenzialmente capace di modificare qualunque cosa e rendere quindi tutto contingente. Servirebbero delle limitazioni, come quella di Isaac Mendez, il cui potere si manifesta solo nel caso in cui si faccia di eroina. Probabilmente (parere di chi scrive) la grandezza di Hiro sta nell’aver capito la portata della sua abilità e di conseguenza dosarne l’uso (Ben Parker docet).
Cambiando prospettiva è utile parlare di Heroes a proposito di cultura convergente. Sul sito ufficiale dell’emittente statunitense NBC è possibile scaricare in .pdf i comics del serial (in lingua inglese), che non solo trattano le avventure di Peter&Co. ma ne approfondiscono temi e situazioni. La nascita di questa iniziativa spiegata da Aron Eli Coleite e Joe Pokaski:
We had so many stories to tell and there was only so much room in the TV show — so we decided that we could tell these alternative stories in the comics. The stories could be deeper, broader and reveal more secrets about our characters. It was also a way to tell stories that would be otherwise unproduceable on our show.
Per approfondimenti rimando qui.
Tag: comics, cultura convergente, fumetti, graphic novel, henry jenkins, heroes, tv series
Dicembre 8, 2007 alle 5:54 pm
Gillette, the best a man can get.
Dicembre 8, 2007 alle 5:57 pm
Michael Pemulis: a proposito di personalità multipla
Maggio 13, 2008 alle 12:04 pm
“la grandezza di Hiro sta nell’aver capito la portata della sua abilità e di conseguenza dosarne l’uso”
non solo, di Hiro piace il suo essere quello più sfigatello che si rivela il più potente di tutti. sia come rivincita dell’individuo basic, sia per il percorso e la consapevolezza che acquisisce. sa sbagliare e tornare indietro, ragiona col cuore.