
Questo si che è Glocal
Un ringraziamento per la segnalazione ai ragazzi del secondo anno SCP.
Tag: culture partecipative, fan culture, heroes, peter petrelli, università

Questo si che è Glocal
Un ringraziamento per la segnalazione ai ragazzi del secondo anno SCP.
Tag: culture partecipative, fan culture, heroes, peter petrelli, università
Dicembre 1, 2007 alle 6:48 pm
petrov emil?
Dicembre 2, 2007 alle 12:14 pm
Roscoe Williamson:
Dicembre 5, 2007 alle 8:39 pm
Il fatto che sia nel foglio istituzionale la dice lunga sulle fan culture
Dicembre 5, 2007 alle 10:00 pm
posso sperare quindi che il prossimo anno mi vada meglio?
Dicembre 6, 2007 alle 9:44 am
gboccia:
Roberta Bartoletti: Probabilmente è ancora viva l’idea secondo cui studenti e professori siano due realtà in antitesi. Un’eterna lotta tra il Bene e il Male dove non sono ben definiti i rispettivi ruoli.
ed è una calamita con cui attrarre antipatie a livello cosmico: confido nelle persone intelligenti che capiscano il senso di tutto ciò.
Episodi come quello di ieri sono un esempio in questo senso.
Parlare di queste cose è sempre un boomerang a livello di capitale sociale
E’ paradossale da studente andare contro altri studenti ma di alcuni atteggiamenti (stupidi) se ne farebbe volentieri a meno.
Personalmente quando si tratta di conversare e dir cazzate sono il primo ad alzare la mano e rispondere “Presente!” e sarei ipocrita se dicessi che non mi capita mai di farlo durante una lezione: si tratta solo di sapere regolare le dosi e integrarle con commenti costruttivi.
E non ci vuole un genio per capire che a rimetterci è solamente chi tiene certi comportamenti (con ricadute su chi sta intorno e vorrebbe effettivamente seguire).
E pensare che nei bar parlare costa molto meno di due rate universitarie.
Dicembre 6, 2007 alle 6:00 pm
parole sante (in particolare l’ultima riga)
non è tanto una lotta tra male e bene, nessuno di noi è così megalomane, credo.
si tratta piuttosto del senso dell’università, dello studiare, che per me è stato un privilegio, un piacere e un’esperienza di vita essenziale, intendo da studente.
si tratta del senso del lavoro mio oggi, di insegnare, di tentare di accompagnare altri in un percorso che dovrebbe essere di crescita, di consapevolezza, di scoperta, di superamento di luoghi comuni,… mi fermo qui.
a volte la delusione è troppo grande, ma almeno significa che ancora non gliel’abbiamo data su del tutto, quindi finchè ci si arrabbia, da docenti, ancora c’è qualche speranza.
Almeno fino all’anno prossimo resisto, anche perchè Peter Petrelli è tra i miei eroi preferiti.
Dicembre 7, 2007 alle 12:50 pm
credo soltanto che è a dir poco schifoso assistere a lezioni nelle quali cretini inconsapevoli continuino a tenere un certo comportamento nonostante continui richiami. Non sono dell’avviso che ci possano essere soluzioni a questo perchè il genere umano sta chiaramente peggiorando in modo esponenziale di anno in anno e non sono assolutamente fiducioso in un miglioramento di questo modo di affrontare la propria vita quando le prime vittime non sono coscienti di ciò.
Dicembre 7, 2007 alle 5:35 pm
Edoardo: Uno scenario non proprio incoraggiante
Non sarei cosi catastrofico comunque, nel caso specifico probabilmente si tratta solo di gente a cui non interessa veramente nulla di ciò che si sta facendo ma che arrivata al rush finale non se la sente di mollare, buttando tre anni della propria vita senza aver preso almeno l’ambita pergamena da mostrare agli amici la sera in tavernetta.
Il resto è sociologia.
Dicembre 7, 2007 alle 7:38 pm
Dico solo che anch’essa è una cultura.
un po come il surfista della comunicazione.
Dicembre 8, 2007 alle 3:37 pm
Clinicamente Testato: scenario non proprio incoraggiante.. Nel caso specifico sono daccordo (bella pergamena eh..
), ma credo che sia generalmente palese questa situazione..
menefreghismo, non valorizzazione di qualsiasi cosa (se non del “moderno feticcio”), egoismo allo stato puro, disinteresse, maleducazione, chiusura…quanti altri aggettivi si stanno sommando alla ormai decadenza della vita dell’uomo? (intesa come vita naturale ovviamente..). E come recuperare tutto ciò?… troppi elementi si stanno sotituendo nei giovani…
Detto da uno stesso giovane!
Dicembre 8, 2007 alle 4:51 pm
Diderot Fallopian: cit.
Edoardo: Se di idioti vogliamo parlare, quelli ci sono sempre stati e sempre ci saranno.
Per quanto riguarda la maleducazione e il disinteresse ci sono tanti fattori che influiscono, è una questione controversa su cui sociologi da Autogrill riempiono pagine di quotidiani e da cui personalmente diffido.
Ed eravamo partiti da Peter Petrelli..
Dicembre 12, 2007 alle 12:09 pm
clinicamente testato e edoardo:
mi sento presa in causa in quanto parte della vostra generalizzazione.
inanzitutto non vuol dire che solo perchè un giorno mi sveglio male e non mi va di seguire e per caso mi scappa una chiacchiera con la mia vicina di banco ho buttato via 3 anni della mia vita e vado avanti solo per un pezzo di carta..
detto questo non esiste una classe di persone assolutamente silenziose e attente (altrimenti ci dovremmo sostituire con cyborg programmati per l’assoluto ascolto) ed essendo umani (caratteristica che voi evidentemente non condividete con noi), ed è scientificamente provato che dopo mezz ora c’è un calo d’interesse verso quello che si sta facendo, non credo che il comportamento sia da condannare se questo non supera limiti della decenza.
detto questo non voglio sminuire quello che è successo, probabilmente il limite di cui ho parlato prima è stato superato, ma non per questo avete il diritto di condannare tutta la classe (forchè voi ovviamente) alla cretinità allo stato puro..
il mio “discorso” finisce qui, sottolineando però il fatto che vorrei essere li quando guarderete in faccia la metà di noi (noi intesa come classe) e vedere come riuscirete a dire le “solite” battute anche alle persone che state “emulando” (soprattutto quando qualcuno se ne esce con battute tristi nel bel mezzo della lezione).
io non ci sto.
Giulia (tanto sapete chi sono e potete rispondermi in faccia).
Dicembre 12, 2007 alle 5:47 pm
Giulia: Mi riferivo ovviamente all’insistenza rumorosa, al limite che è stato più volte superato…non certamente alla “distrazione scientificamente provata” dello scambio d battute col vicino, ci mancherebbe..
Poi uno sfogo generale sul quel che sto notando in giro (non prendendo come esempio l’università)…su ciò che mi fa incazzare di noi che dovremmo darci una svegliata.. E comunque vedo che il tutto è anche servito…come mai?
Oggi abbiamo chiarito (essendo umani) e son contento di questo; rispondo al post solo per chiarire a chi lo guarderà riguardo la mia accusa/sfogo.
Dicembre 12, 2007 alle 7:37 pm
giulia: Rispondo qui.
La chiacchiera “una tantum” è una cosa, maleducazione e mancanza di rispetto un’altra, non giustificabile con il calo d’attenzione.
Nessuno è stato indicato come portatore sano di “cretinità allo stato puro”, personalmente ho parlato di atteggiamenti stupidi, tutt’altro significato.
Le “battute tristi nel bel mezzo della lezione” a volte ci stanno, integrate alle rispettive scuse a chi di dovere una volta terminata. Non mi sono escluso affatto da “tutta la classe”:
Per quanto mi riguarda non ho fatto attacchi a nessuno in particolare se non al noise dell’ambiente che perturba il sistema
Per il fatto di essere o meno umano, ascolto i Daft Punk.
Dicembre 13, 2007 alle 7:04 pm
Personalmente penso che ci siano luoghi e luoghi per trattare certi argomenti, più o meno delicati e che certe cose vadano risolte tra di noi.. il mio pensiero si accoda a quello di Giulia praticamente.. ognuno dovrebbe prima pensare a se stesso e poi eventualmente criticare gli altri, nei luoghi adatti. ^^
Dicembre 13, 2007 alle 7:57 pm
Uso lo switch.
Gennaio 30, 2008 alle 4:55 pm
ma io non ho mica capito cosa c’entra uno che si chiama peter petrelli con il casino in classe